Non conosciamo con certezza l'identità degli autori dei quattro Vangeli. I testi, infatti, non contengono una firma dell'autore.
La situazione è questa:
| Vangelo | Tradizione | Ciò che possiamo dire storicamente |
|---|---|---|
| Matteo | Matteo apostolo, ex pubblicano | Il testo non dice che sia stato scritto dall'apostolo Matteo; l'attribuzione è antica ma discussa. |
| Marco | Giovanni Marco, collaboratore di Pietro | L'identificazione con Marco è una tradizione antica, ma il Vangelo non nomina il proprio autore. |
| Luca | Luca, compagno di Paolo | L'autore di Luca-Ati è anonimo; si presenta come qualcuno che ha raccolto e verificato tradizioni precedenti, ma non dice il proprio nome. |
| Giovanni | Giovanni apostolo | Il Vangelo parla del misterioso “discepolo che Gesù amava”, ma non lo identifica esplicitamente con l'apostolo Giovanni. |
La cosa interessante è che i nomi Matteo, Marco, Luca e Giovanni compaiono nella tradizione cristiana molto presto. Alla fine del II secolo, Ireneo di Lione presenta ormai stabilmente i quattro Vangeli con questi nomi.
Quindi bisogna distinguere due affermazioni:
1. “I Vangeli sono anonimi nei loro testi.” → Sì.
Nessuno dei quattro dice, per esempio, “Io, Matteo, ho scritto questo Vangelo”.
2. “Non sappiamo assolutamente nulla sulla loro provenienza e i nomi furono inventati molto più tardi.” → Questo è molto più difficile da sostenere.
Le attribuzioni a Matteo, Marco, Luca e Giovanni sono già attestate nella letteratura cristiana del II secolo e alcuni studiosi ritengono che possano risalire a una fase ancora precedente.
Perciò, storicamente, la formulazione più corretta è:
Conosciamo i Vangeli con i nomi di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, ma non possediamo una prova contemporanea agli autori che dimostri definitivamente che quei quattro uomini siano effettivamente gli autori materiali dei testi.
E c'è un altro punto molto interessante: i Vangeli non furono scritti durante la vita di Gesù, ma decenni dopo la sua morte, e Matteo e Luca utilizzano ampiamente Marco come fonte secondo la ricostruzione più diffusa negli studi sul Nuovo Testamento.
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