Come e quando è stato scritto l’Antico Testamento?
L’Antico Testamento non è stato scritto da una sola persona, né in un unico momento. È una raccolta di testi composti, tramandati, modificati e riuniti nel corso di molti secoli, da autori diversi, in un contesto storico e religioso in continua evoluzione.
Dal punto di vista storico, è importante distinguere fra gli avvenimenti narrati, il periodo in cui i testi furono composti e il momento in cui assunsero una forma relativamente definitiva. Queste tre date, infatti, spesso non coincidono.
1. Quando fu scritto?
La maggior parte degli studiosi colloca la formazione dei testi dell’Antico Testamento in un arco di tempo che va, indicativamente, dal 1200-1000 a.C. fino al II-I secolo a.C., con importanti differenze fra un libro e l’altro.
Periodo | Che cosa accadde |
|---|---|
Circa 1200-1000 a.C. | Circolavano tradizioni orali, racconti sulle origini d’Israele, poesie e antiche formule religiose. |
Circa 1000-700 a.C. | Si svilupparono tradizioni scritte, racconti storici e testi poetici; alcune parti potrebbero essere molto antiche. |
VIII-VI secolo a.C. | Furono composti o rielaborati importanti testi profetici e storici. |
VI secolo a.C. | L’esilio a Babilonia, iniziato con la conquista di Gerusalemme nel 586 a.C., favorì una profonda rielaborazione delle tradizioni religiose. |
V-IV secolo a.C. | Si consolidarono importanti parti della Legge e della raccolta dei testi sacri. |
III-II secolo a.C. | Furono composti o ultimati diversi testi, mentre altri venivano copiati e trasmessi; circolavano già raccolte autorevoli delle Scritture. |
Queste date sono approssimative: per alcuni libri esiste un consenso relativamente ampio, mentre per altri gli studiosi discutono ancora molto.
2. Chi ha scritto l’Antico Testamento?
La tradizione ebraica e cristiana attribuisce a Mosè un ruolo fondamentale nella scrittura dei primi cinque libri. La ricerca storica moderna, invece, è giunta a una conclusione diversa.
I primi cinque libri sono chiamati Pentateuco: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio.
Secondo l’ipotesi più diffusa fra gli studiosi contemporanei, questi libri si formarono attraverso un processo complesso, che coinvolse diversi autori, tradizioni e redattori, nell’arco di secoli. Non sappiamo con precisione chi abbia scritto ogni singola parte.
Ecco come potrebbe essersi svolto il processo.
1. La tradizione orale
Per generazioni, le comunità ebraiche tramandarono racconti sugli antenati, sulle origini del popolo, sulle migrazioni e sul rapporto con il loro Dio.
2. La messa per iscritto
Scribi e ambienti sacerdotali misero per iscritto tradizioni, leggi, preghiere, genealogie e racconti. Parti diverse potevano avere origini e prospettive differenti.
3. La revisione e la raccolta
Altri scribi organizzarono, combinarono e rielaborarono testi precedenti, dando gradualmente forma alle raccolte che conosciamo.
Un esempio interessante è la Genesi: contiene racconti sulle origini del mondo, su Adamo ed Eva, sul diluvio universale, su Abramo e sui suoi discendenti. Non abbiamo prove storiche che permettano di attribuire l'intero libro a un singolo autore.
3. Quali sono i libri più antichi e quelli più recenti?
Le date sono oggetto di discussione, ma alcuni punti sono abbastanza condivisi.
Libro o gruppo | Datazione indicativa |
|---|---|
Antiche poesie e tradizioni | Alcuni materiali potrebbero risalire al primo millennio a.C. o anche prima |
Amos e Osea | VIII secolo a.C., con successive rielaborazioni possibili |
Isaia | Parti dell'VIII secolo a.C.; altre parti sono successive |
Geremia ed Ezechiele | Tra VII e VI secolo a.C., con stratificazioni successive |
Genesi-Deuteronomio | Formazione lunga; forma complessiva consolidata soprattutto nel I millennio a.C., probabilmente in età persiana per il Pentateuco |
Daniele | Parti finali composte intorno al 167-164 a.C. |
È importante ricordare che la data in cui un racconto viene ambientato non è necessariamente quella in cui è stato scritto. Un testo può narrare eventi collocati molti secoli prima della sua composizione.
4. In quale lingua fu scritto?
Ebraico biblico
È la lingua della maggior parte dell'Antico Testamento.
Aramaico
Alcune sezioni, soprattutto in Esdra e Daniele, sono scritte in aramaico, una lingua diffusa nel Vicino Oriente antico.
In seguito, dal III-II secolo a.C. circa, una parte importante delle Scritture ebraiche venne tradotta in greco ad Alessandria d'Egitto. Questa traduzione è chiamata Settanta, o Septuaginta, ed ebbe un ruolo fondamentale nella diffusione del testo nel mondo mediterraneo.
5. Come facciamo a sapere che i testi sono antichi?
Una delle scoperte archeologiche più importanti per lo studio della Bibbia è quella dei Manoscritti del Mar Morto, ritrovati a partire dal 1947 nelle grotte di Qumran e in altri siti del deserto della Giudea.
Questi manoscritti, risalenti in gran parte agli ultimi secoli prima di Cristo e al I secolo d.C., contengono copie di numerosi testi biblici. Ci permettono di confrontare versioni antiche delle Scritture con quelle trasmesse nei secoli successivi.
Ma c'è una distinzione fondamentale: il manoscritto più antico che possediamo non coincide necessariamente con la data in cui il testo fu composto. Gli originali degli autori biblici non sono conservati.
6. Quando fu stabilito l'elenco definitivo dei libri?
Non esiste una data unica valida per tutte le tradizioni religiose.
La Torah, cioè i primi cinque libri, era già riconosciuta come raccolta autorevole nell'antico giudaismo entro il periodo persiano.
I Profeti acquisirono progressivamente una posizione autorevole.
Gli Scritti, la terza sezione della Bibbia ebraica, ebbero una storia di formazione e riconoscimento più lunga. Il momento esatto in cui l'intero canone ebraico fu fissato è ancora discusso.
La Bibbia cattolica comprende anche alcuni libri deuterocanonici, assenti dalla Bibbia ebraica e dalla maggior parte delle Bibbie protestanti.
7. La questione più importante: l'Antico Testamento racconta la storia reale?
Qui dobbiamo distinguere fra storia, tradizione religiosa e racconto simbolico.
Alcuni eventi e personaggi della Bibbia trovano riscontri in iscrizioni, documenti e reperti archeologici. Per altri racconti, invece, le prove indipendenti sono scarse oppure assenti.
Per esempio:
La monarchia di Davide: esistono testimonianze epigrafiche generalmente interpretate come un riferimento alla «Casa di Davide», ma non confermano tutti i dettagli dei racconti biblici.
L'Esodo dall'Egitto: non disponiamo di prove archeologiche dirette che confermino l'Esodo nella forma e nelle dimensioni narrate dalla Bibbia.
La creazione del mondo e Adamo ed Eva: sono racconti teologici che non possono essere verificati come normali resoconti storici.
Il diluvio universale: presenta analogie con tradizioni mesopotamiche molto più antiche o comunque appartenenti allo stesso ambiente culturale.
Questi elementi rendono l'Antico Testamento una fonte preziosa non soltanto per la storia della religione ebraica, ma anche per comprendere le idee, le istituzioni, le paure e le aspirazioni delle società del Vicino Oriente antico.
In conclusione: l'Antico Testamento è il risultato di una lunga storia di tradizioni orali, scrittura, revisione e raccolta. Non è un libro scritto tutto in una volta, ma una biblioteca di testi che riflettono epoche differenti.
Se vogliamo comprenderlo davvero, la domanda successiva è particolarmente interessante: come sono nate le storie di Adamo ed Eva, Noè e Abramo? Possiamo esaminarle una per una, distinguendo ciò che sappiamo storicamente da ciò che appartiene alla tradizione religiosa.
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