Visualizzazione post con etichetta CULTURA CLASSICA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CULTURA CLASSICA. Mostra tutti i post

mercoledì 4 ottobre 2023

RIPARTIRE DAI CLASSICI

di Marco Nese
A Londra si mettono in fila davanti al British Museum per ammirare alcuni reperti di Pompei, mentre noi facciamo crollare allegramente quello che resta di Pompei. Abbandoniamo al suo destino di incuria la Reggia di Caserta, tolleriamo che i mosaici di Ostia antica siano sepolti dai rifiuti, assistiamo inerti al degrado dell'Appia, la Regina viarum. Non meritiamo i tesori, il più ricco patrimonio artistico del mondo di cui è cosparso il nostro Paese. Questa vergognosa insensibilità è figlia dello sfascio della scuola, dove negli ultimi decenni si è fatto di tutto per mortificare gli studi classici. Nessuno si è preoccupato di inculcare nei giovani l'amore per la conoscenza del passato. Il latino e il greco sono decadute a materie superflue. Tanto, dicono perfino gli insegnanti, a che serve studiare lingue morte? Serve anzitutto a formare uno spirito, una mentalità, una consapevolezza di sé e del proprio ruolo nel mondo. Insomma, a crearsi una sana cultura, che può fondarsi soltanto sui classici. Non mi dite che la cultura non dà da mangiare, perché se fossimo meno ciechi, se sapessimo valorizzare le opere che il mondo ci invidia, i giovani avrebbero molte più opportunità di lavoro.
Non è saggio dire che bisognerebbe piantarla di volgersi al passato e concentrarsi sullo studio della matematica e di tutte le materie scientifiche.  I due rami, studi umanistici e scientifici, fanno parte di un unico albero e devono stare insieme. Liberissimi i ragazzi di preferire indirizzi tecnici e scientifici. Ma coloro che hanno piacere di dedicarsi agli studi classici, le menti più raffinate e curiose, devono poterlo fare in modo serio. Anche se all'Università sceglie un indirizzo scientifico, chi viene dal classico ha una marcia in più.
Personalmente amo la scienza. Sarebbe sciocco non riconoscere l'importanza della scienza che ha plasmato le idee e i comportamenti dell'uomo moderno. L'assurdità casomai è quella di voler stabilire un contrasto fra scienza e classicità. Come se un buon uomo di scienza non potesse essere anche un eccellente umanista.
Comunque, qui non vogliamo parlare di studenti, di professori, di scuola. O meglio, non solo di scuola. Vorremmo rivolgerci a tutti: a coloro che, indipendentemente dall'età, considerano il latino, la cultura classica come un arricchimento dello spirito, e i testi come una specie di Bibbia laica. In tempi di crisi, bisogna ripartire dai classici. Il 
latino non è solo una lingua, è una finestra su un mondo. E' sapienza che rischiara la cultura contemporanea. E' una voluttà interiore. Latino significa storia, letteratura, filosofia, politica, significa problemi spesso analoghi ai nostri, il più delle volte risolti con maggior oculatezza.
Parliamone. Riscopriamo e commentiamo gli autori che più ci appassionano.


IL LATINO AIUTA A PENSARE

 di Wanda Andreoni

docente di Fisica all'E'cole Polytecnique Féderal di Losanna

Sono professore di Fisica in una Università straniera e ho lavorato in Italia e soprattutto in diversi paesi stranieri. Ho studiato Fisica all’Università di Roma dopo un’ ottima educazione di Liceo Classico. Sulla base della mia lunga esperienza di scienziata “all’estero” e di ex studentessa brava e appassionata della cultura classica, desidero commentare su questa iniziativa per il richiamo degli Italiani allo studio del latino.
Che cosa significa studiare il latino? Significa studiare la nostra lingua italiana e la nostra storia. Stiamo vivendo l’era degli SMS, i giovani (e non solo) non sanno parlare, non sanno scrivere se non spezzoni sgrammaticati di frasi vuote, non leggono se non giornaletti inutili, non ascoltano se non l’assordante blaterare dei loro telefonini: una volta si chiamavano “barbari” coloro che sapevano pronunciare solo ba-ba-ba. Come chiamarli ora?
Vogliamo confrontare latino e matematica? Benissimo. Anzitutto chi è debole a scuola in latino lo è anche in matematica e intendo matematica seria, non le tabelline dell’Eredità. Questo è un dato di fatto, un dato sperimentale. Chi non ha una mente logica, chi non è educato a pensare in maniera strutturata fallisce in latino, matematica e fisica. 
Al Liceo classico si fa poco matematica? Verissimo, purtroppo. Nel lontano1968 noi studenti facevamo lunghe riunioni per proporre una riforma del programma di studi al Liceo classico soprattutto con lo scopo di ampliare quello di matematica e fisica. Siamo ancora allo stesso punto dopo 46 anni. C’è forse da stupirsi in Italia? Però chi ha fatto un buon Liceo classico riesce sempre molto bene nelle discipline scientifiche all’Università e recupera in fretta quelle informazioni che altri hanno ricevuto al Liceo Scientifico. Questo è di nuovo un dato sperimentale. Perché? Perché lo studio del latino e della filosofia e della storia insegnano a pensare, a riflettere, a coordinare i pensieri. Questo è quello che conta.
E non dimentichiamo che conoscere la lingua latina ci rende la via alle altre lingue “vive” estremamente facilitata. Non il cinese, non il giapponese, certo ma sí quelle Indoeuropee. Parlare, leggere, capire profondamente una lingua straniera non è possibile se non si sa la propria. Certo si può ordinare da mangiare in un ristorante, si può sopravvivere in un paese straniero, anche comunicare in maniera approssimativa, piú o
meno goffa e ridicola ma… è questo il significato di “conoscere una lingua”?
Io che ho vissuto per 40 anni all'estero, costretta a imparare lingue e culture diverse, a lavorare, scrivere e insegnare in lingue diverse dalla mia, sono grata ai miei professori di latino e greco del Liceo Classico. Bravissimi. Non certo ai miei due insegnanti di inglese che con pronuncia siciliana e bolognese rispettivamante non mi hanno insegnato nulla se non cose sbagliate. Come sottolineato nell'articolo di questo blog intitolato "L'amore per la conoscenza", è cosa cruciale che i professori di latino e greco siano bravi, preparati nella loro materia e preparati bene a insegnarla. Il loro ruolo nella formazione dei ragazzi è molto importante. Insegnanti impreparati rovinano le nuove generazioni per sempre. Ci sono le abilitazioni in Italia? Che siano severe allora! Una selezione seria è doverosa, essenziale.
Infine ai giovani vorrei dire: Non vi illudete: senza volerlo voi non fate che assecondare questi governi scellerati e dittatoriali che abbiamo avuto negli ultimi 20 anni. I nostri governanti vi vogliono ignoranti, una massa manovrabile, plasmabile a loro piacimento. Scansando le offerte di ripristino dello studio della vostra storia, della vostra cultura, voi
fate il loro gioco. La conoscenza è libertà. Conoscenza non come informazione ma come bagaglio culturale che ci dà la capacità di pensare e quindi di criticare. Non si pensa, non si lotta scrivendo SMS. Imparate il latino, imparate la vostra lingua!

MORIRE

  www.leggo.it  del 5 aprile 2024   JULIE MCFADDEN- 1 Julie McFadden è un'infermiera molto famosa sui social perché condivide le sue esp...