giovedì 24 settembre 2026

VECCHI COSTRUTTORI

 La domanda è...come facevano?

Come facevano con i mezzi che avevano a realizzare questi capolavori?
Sono le domande ricorrenti.
Cio' che era diverso era il processo edilizio, in tutte le sue fasi.
1) Le maestranze.
L'apprendistato nelle imprese edili cominciava prestissimo, non esistendo praticamente la scuola. A 18 anni erano già mastri, a 20 sapevano fare tutto. Era, per la sua sopravvivenza, un sistema basato sulla meritocrazia...il sistema non poteva permettersi gente che non sapeva lavorare.
Il risultato era un livello tecnico degli operai infinitamente piu' elevato di quello di oggi. Se non sapevi lavorare ti sbattevano fuori in mezza giornata, e non esistevano sindacati;
Ovviamente esistevano anche i raccomandati, anche per entrare nelle botteghe, ma era impensabile che il raccomandato non avesse un livello tecnico molto elevato.
2) La Committenza.
La committente doveva trovare i fondi per queste opere. Siccome erano lavori impegnativi, per tutti i lavori importanti come le chiese, esistevano commissioni tecniche di altissimo livello.
A Roma, potevi trovarti Bramante o gente di questo livello, a valutare i tuoi progetti.
Nel Rinascimento e nel barocco i committenti era spesso appassionati e grandi intenditori, soprattutto Papi e Signori fiorentini.
Esistevano i concorsi di progettazione, per le grandi opere.
Il livello era quindi destinato a salire vertiginosamente, perchè gli studi dovevano produrre plastici costosissimi, disegni accuratissimi.
Spesso era esattamente la perfezione geometrica a premiare un grande progetto. Ecco perchè sono perfetti.
Se la giocava Ghiberti con Brunelleschi...
3) La stabilità politica.
La stabilità politica è essenziale per le grandi opere. I cantieri duravano decenni, e nel caso delle cattedrali, centinaia di anni. I cantieri delle cattedrali erano considerati un elemento immodificabile del sistema sociale. Se cambiava il re, o subentrava una forma politica diversa, non si toccavano né bloccavano i grandi cantieri.
Poteva capitare che venisse modificato il monumento, ma non era immaginabile bloccare i lavori, per un cambiamento di assetto politico o di potere;
La Cattedrale era il luogo di lavoro per un operaio, per tutta la sua vita;
4) il fattore tempo.
I cantieri duravano quanto dovevano durare. Se una malta aveva bisogno di un tempo di asciugatura, si aspettava il tempo necessario. Il fattore tempo era essenziale per la buona riuscita delle opere, perchè uno dei fattori peggiori dell'edilizia moderna è il tentativo di risparmiare sul costo orario.
Il fattore tempo è la chiave della speculazione edilizia, ed è la piu' grande differenza con l'attuale sistema;
5) Una burocrazia diversa.
Nelle città comunali come Firenze, Parma, Bologna, Pavia...esistevano già nel medioevo dei sistemi normativi che regolavano l'edilizia. Ma erano totalmente diversi dagli attuali. Erano norme finalizzate a costruire, non ad alimentare un mostro burocratico di impiegati da campare.
Esistevano le corporazioni, e difendevano i lavoratori, ma non diventarono mai delle forme iperburocratiche paralizzanti;
6) i materiali da costruzione.
La tipologia di costruzione in muratura ha una caratteristica: si deve realizzare necessariamente bene, perchè viene giù tutto. Un solaio in legno montato male non conviene economicamente.
Ogni elemento della costruzione necessitava dunque di tempi corretti, di maestranze qualificate nella lavorazione delle pietre, dei legnami, di tutto.
E' innegabile come il cemento armato abbia purtroppo aperto le maglie ad una realizzazione approssimativa da parte di chiunque.
7) la preparazione degli architetti
Gli architetti ricevevano una preparazione micidiale sugli ordini architettonici. Dovevano saper disegnare ogni modanatura, la voluta di un capitello, alla perfezione.
Siccome erano realizzate in pietra, tutte le modanature dovevano essere disegnate...per consegnare agli scalpellini il disegno esecutivo.
Producevano tonnellate di disegni, e quando questi disegni sono stati ritrovati, come per Andrea Pozzo, si comprende come disegnassero migliaia di elementi.
Una chiesa andava disegnata in ogni millimetro.
Per orientarsi, gli architetti disponevano di una ampia trattatistica, da Palladio a Scamozzi, da Vignola a Piero della Francesca.
Pochi sanno che moltissimi architetti campavano disegnando altari in marmo, quindi ogni altare importante di una chiesa barocca ha un progetto esecutivo, un computo metrico preciso.
Ma al netto del disegno degli architetti...qualsiasi marmista disponeva di forme in legno e sagome per ottenere qualsiasi cosa.
Soprattutto...gli architetti disegnavano.
😎 Disponevano di grande tecnologia;
non possedevano laser, ma un laser è meno preciso di una livella ad acqua analogica professionale. Avevano pantografi, strumenti topografici avanzati, ottici. Possedevano sagome in legno e metallo per qualsiasi cosa. Possedevano una disinvoltura nella creazione di ponteggi a sbalzo.
Gli strumenti di lavoro erano perfetti. Una squadra rinascimentale era un capolavoro. Un compasso a due punte in metallo era di una perfezione operativa spettacolare.
Piombi, strumenti per moltiplicare le misure.
Possedevano libretti per le misure, per le giornate di cantiere, scrivevano tutto e annotavano tutto.
Erano maniacali.
Avevano tutto, tranne autocad, e infatti le misure quadravano.
In definitiva, era tutto il processo edilizio a funzionare. E funziono' perché nei libri di storia dell'architettura non si parla delle migliaia di edifici che crollarono, e che costrinsero alla ricerca della perfezione.
In foto la facciata della Cattedrale di Catania, esempio di perfezione costruttiva.

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