giovedì 24 settembre 2026

RELIGIONE

 RELIGIONE E CONTRAFFAZIONE RELIGIOSA

Sul concetto stesso di "religione" la maggior parte degli occidentali di oggi non possiede nemmeno le conoscenze più elementari.
Infarciti di duemila anni di cattolicesimo, annientati dall'ultimo secolo di totale distruzione del concetto stesso di "sacro", per gli occidentali attuali il "Dio è morto" di Nietzsche andrebbe completato in "Dio è morto e sepolto".
La gente crede che prima del Cristianesimo esistessero solo delle religioni "fasulle", collettivamente indicate come "paganesimo".
"Pagano" (dal latino "pagus", "villaggio") era solo il modo dispregiativo con cui il cattolicesimo dei primi secoli iniziò a indicare le convinzioni religiose precedenti al cattolicesimo stesso, con l'intento di farle passare per superstizioni da gente di poco conto, da "abitanti del villaggio", rustici, poco istruiti.
Le religioni precedenti a quella cattolica in Europa, cioè la religiosità greco-romana, hanno rappresentato il collante spirituale più importante della storia del nostro continente, in perfetta analogia con tutte le altre tradizioni antiche, dalla religiosità dell'Egitto antico a quella della mezzaluna fertile, dal madzeismo persiano di Zarathustra all'induismo vedico, dal buddhismo al taoismo.
Tradizioni che avevano come proposito quello di "collegare" gli individui in una società ancora permeata da valori collettivi, e integrare l'uomo in una realtà più ampia della sua stessa specie animale, allargata a tutti gli altri elementi della Natura.
"Religo", cioè "Collego": questa era la funzione dell'elemento religioso nelle culture del mondo antico, cioè necessità di mantenere integra la collettività e di creare un benefico rapporto tra uomo e Natura.
Questa funzione, profonda e nobilissima, che portò Greci e Romani, Egizi e Persiani, Indiani e Cinesi alle più alte vette di civiltà mai raggiunte dall'umanità, venne sostituita dal semplicistico e sciagurato rapporto uomo-demiurgo creatore e proiezione dell'egoismo umano.
Un rapporto inventato dal nazionalismo ebraico post-esiliaco col culto del dio-nazione YHWH, poi passato per contaminazione al cristianesimo istituzionale della Chiesa di Roma interessata all'esercizio del potere temporale e alla teocrazia islamica, che perseguì il medesimo obiettivo.
E mentre l'ebraismo e l'Islam seppero comunque mantenere aspetti religiosi autentici, propri delle tradizioni pre-ecclesiastiche, il cattolicesimo europeo, poi estesosi col protestantesimo alla realtà anglosassone e nordamericana, avrebbe definitivamente affossato il concetto stesso di religiosità, riducendolo a contraffazione religiosa.
L'unica, vera e possibile definizione di religione è proprio quella che oggi con disprezzo viene chiamata "pagana". Una religione che si basava solo sull'esperienza diretta del rapporto tra uomo e Natura, e che aveva nella Natura stessa il suo unico Dio, che veniva simbolicamente rappresentato nelle sue diverse manifestazioni con i vari nomi degli Dèi, che non erano altro che declinazioni diverse della stessa, unica e incontrovertibile realtà: la Natura.
Chi avesse la fortuna di visitare la bellissima mostra dedicata ai Bronzi di San Casciano, attualmente allestita al Museo Archeologico di Reggio Calabria, potrebbe rendersi conto ampiamente di tale realtà davanti alle meravigliose, straordinarie raffigurazioni del rapporto simbiotico tra uomo e Natura, rappresentate nella statuaria etrusca e romana.
Immagini di autentica religiosità naturale, di legame indissolubile tra uomo ed evento naturale, cioè tra uomo e Realtà, una realtà fatta di terra e di cielo, di fulmini e di vento, di costruzione e distruzione. Una Realtà fatta di Verità.
Dal cristianesimo ecclesiastico in poi, nel mondo occidentale e medio-orientale ha invece preso piede la più assoluta superstizione, la credenza in dogmi sciocchi e privi di senso, inventati da un potere bramoso di assoggettare individui resi stupidi e "scollati" da qualunque idea di collettività, e quindi controllabili e manipolabili.
Le religioni cosiddette "abramitiche" hanno operato questa cosciente depauperazione della religiosità autentica, con i distinguo di cui sopra: l'ebraismo e l'islam hanno mantenuto parzialmente i propri valori tradizionali, le confessioni cristiane (cattolica, ortodossa e protestante) hanno letteralmente disintegrato tali valori.
Il culto della Natura è stato sostituito da una sciocca superstizione idolatra che crede in miracoli, aldilà, resurrezioni, angeli, diavoli, creature soprannaturali, oltre allo sciocco manicheismo della contrapposizione tra bene e male.
I Vangeli, una delle espressioni massime dell'autentica religiosità arcaica, sono stati utilizzati strumentalmente dal Potere delle istituzioni cristiane mistificandone completamente il senso originale, e trasformando il messaggio del Cristo in un buonismo ipocrita praticato da egoisti cosmici che non perdono un'occasione, appena usciti dalle chiese, per fare esplodere la propria rabbia verso il prossimo e il proprio guerrafondaismo.
Come dimostrano gli eventi di guerra, di distruzione e di morte che attualmente coinvolgono Occidente, Israele e mondo islamico, le false religioni "abramitiche" hanno contribuito drasticamente alla regressione della civiltà umana, precipitandola in un'autentica barbarie.
Il vero "paganesimo", l'ignoranza circa sé stessi e la Natura, appartiene a queste religioni moderne, non certo alla religiosità tradizionale antica, davanti alla quale colui che abbia la volontà di accostarsi con rispetto e conoscerla, rimane commosso e ammirato.
"L'Islam, in molte sue espressioni concrete nella vita quotidiano, esprime ancora una sincera esigenza di collegamento interno tra gli individui, ponendosi limiti e contenimenti al desiderio egoico, e riconoscendo la necessità dell'integrazione in una collettività che sappia agire come tale. Tuttavia anche l'Islam nasce, già nel VII secolo dopo Cristo, da una visione di Dio-Nazione mutuata da ebraismo e cristianesimo istituzionale, e che fin dall'inizio portò all'idea di una Teocrazia, quando invece la Divinità nella religiosità tradizionale è proprio negazione del concetto di Potere. La necessità dell'affermare il Potere annacquerà l'Islam come aveva già contaminato ebraismo e cristianesimo, e farà emergere l'egoismo e tutte le divisioni e i conflitti che vediamo operare nell'umanità moderna. In questa deriva però, l'Islam appare come la religione moderna che ha manifestato le resistenze interne maggiori alla forza dirompente dell'egoicità, ed il Sufismo islamico è chiaramente il testimone più autentico, ancora oggi, della religiosità tradizionale quando invece nel cristianesimo e nell'ebraismo quella religiosità tradizionale non sopravvive più nemmeno negli "esoterismi", quali la massoneria cristiana o la kaballah ebraica, che sono nel tempo divenute solo ciarlatanerie che scimmiottano l'antico gnosticismo naturalistico senza più capirne nulla. Una danza sufi ha invece ancora in sé la coscienza della Tradizione."
"La parola Dio della religione antica è un sostantivo neutro. La Natura degli antichi comprende in sé tanto il mascolino sacro quanto il femminino sacro, che non sono sessi ma aspetti del reale. Quella dei sessi era soltanto una rappresentazione simbolica, e la Natura in modo simbolico era rappresentata come androgino. Ra, Brahma, Elohim, le parole che venivano usate per indicare la Natura, non hanno associato alcun genere e nemmeno numero, possono essere rappresentati indifferentemente come maschio oppure femmina, come uno oppure molti, la rappresentazione non ha a che fare con la sostanza del divino che per gli antichi è sempre Uno e Androgino. La Dea che era adorata dagli agricoltori del neolitico era semplicemente la Terra, cioè la declinazione della Natura come femminino sacro, ma gli stessi agricoltori adoravano allo stesso modo il mascolino sacro nella forma del Serpente. Sono state le religioni moderne a sentire la necessità di dividere maschile e femminile, a porsi questioni circa il sesso di Dio e naturalmente a proiettare queste loro esigenze sugli antichi, credendo che anche loro se le ponessero perché, ad esempio, gli sembra che per gli agricoltori neolitici avesse più importanza la Dea femmina mentre per i cacciatori indoeuropei avesse più importanza il Dio maschio, ma non era affatto così. La religiosità antica era Advaita, non conosceva alcun dualismo, ed il sesso, cioè la differenziazione, era inteso alla stessa maniera delle altre opposizioni luce-buio, gioia-dolore, alto-basso, cioè opposti che coincidevano nell'unica Natura che li conteneva tutti. La nostra attuale preoccupazione per il "gender" che abbiamo addirittura moltiplicato in miriadi di fantasiose sigle testimonia il passaggio della psiche umana a una visione dualistica del mondo dove esiste un'unica esigenza, il Conflitto, che è la negazione stessa della religiosità ed è il motivo del profondo malessere dell'attuale umanità. "
Prof. Domenico Rosaci

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