Oggi i cristiani ortodossi festeggiano la Pasqua.
Questo non è un vero blog, è una raccolta casuale di scritti, alcuni anche miei, che ritengo valga la pena di leggere. Andromeda fa riferimento a due categorie fondamentali, il mito e la cosmologia. Nella mitologia, Andromeda era una giovane sacrificata dal padre Cefeo e dalla madre Cassiopea per placare un mostro marino. La Galassia che porta il suo nome è destinata a fondersi in una spaventosa collisione con le Galassie vicine, fra cui la nostra Via Lattea.
domenica 5 maggio 2024
ORTODOSSI
sabato 4 maggio 2024
FASSINO
"La vicenda Fassino ci aiuta a comprendere meglio la natura umana. La nostra vera natura quella che nascondiamo a noi stessi. Dunque se quello di cui lo accusano è vero, l’uomo e la vicenda dovrebbero al massimo farci sorridere su quanto la natura umana è soggetta a potenze che le sfuggono al punto di far compiere a chiunque azioni al tempo folli e autodistruttive. Azioni totalmente irrazionali che portano rischi indicibili e completamente gratuiti. Ora è evidente che un uomo della fama e dell’influenza sociale come Fassino che per una boccetta di profumo mette a rischio la sua credibilità, il suo ruolo sociale e politico, dovrebbe appunto farci concludere che siamo foglie secche al vento spinte in ogni direzione da forze a noi ben superiori e in nessun modo controllabili. Figuriamoci se mai potremmo controllare la società, il mondo, la pace e la guerra, la natura. Qualunque non imbecille si accorge infatti che uno che aveva leve di potere in mano enormi, che poteva appropriarsi facilmente di somme e beni immensi, che tuttora gode di stipendi e possibilità di ottenere benefici economici di ogni tipo del tutto legalmente solo spinto da qualche divinità maligna e sconosciuta potrebbe rischiare il tutto e per tutto per 100 euri. O forse che nella natura umana c’è un tale bisogno di rischio che nessun piacere è più grande di quello di sfidare la sorte per un premio inesistente, ovvero che affrontare un rischio enorme in cambio di nulla è il premio di se stesso. Di contro una folla immensa dichiara di avere una natura universalmente buona e onesta, di essere generosa e comprensiva, razionale e giusta, ma come un branco di cani rabbiosi si butta a sbranare l’osso e accompagna sghignazzando un povero vecchio alla gogna se non al capestro. Che possibilità ha l’umanità di passare se non da una follia all’altra, da un disastro all’altro? Nessuna. Solo in un altro mondo, di certo non questo."
IL WEST
Il West termina a mezzanotte
venerdì 3 maggio 2024
BULGAKOV E STALIN
«Michail Afanas’evic Bulgakov?». «Sì, sì». «Adesso le parlerà il compagno Stalin». «Cosa? Stalin, Stalin?». «Sì, le parla Stalin. Salve, compagno Bulgakov». «Salve, Iosif Vissarionovic». «Abbiamo ricevuto la sua lettera. L’abbiamo letta con i compagni. A tal proposito riceverà una risposta positiva... Ma è proprio vero che lei chiede di andarsene all’estero? Siamo stati così cattivi?». «Ho pensato molto negli ultimi tempi se uno scrittore russo possa vivere fuori dalla sua patria. E mi sembra di no». «Ha ragione. Anch’io la penso così. Dov’è che vuole lavorare? Al Teatro d’Arte?». «Sì, volevo. Ne avevo parlato, ma ho ricevuto un rifiuto». «E lei invii loro una richiesta. Penso che accetteranno. Noi dovremmo incontrarla, parlare con lei». «Sì, sì, Iosif Vissarionovic, ho molto bisogno di parlare con lei». «Bisogna trovare il tempo e incontrarci, necessariamente. E ora le auguro ogni bene».
Della conversazione telefonica fra Stalin e lo scrittore conosciamo il resoconto conservato da Elena Sergeevna, la terza moglie di Bulgakov. È il 18 aprile 1930, il giorno dopo i funerali di Majakovskij a cui anche Bulgakov ha partecipato. Il suicidio del poeta della rivoluzione ha destato grande emozione, forse Stalin decide di chiamare lo scrittore, ormai fortemente sgradito agli apparati del partito, per non aggravare la situazione, per non dare l’immagine di un regime che perseguita gli intellettuali (pochi anni prima si erano uccisi Sergej Esenin e Andrej Sobol’). La lettera di cui Stalin parla è quella inviata da Bulgakov al «governo dell’Urss», il 28 marzo, per denunciare l’accanimento della stampa sovietica nei suoi confronti. Vorrebbe lavorare in un teatro, scriveva, ma se anche questo è impossibile, allora chiede il permesso di espatriare. Dopo la telefonata, il 10 maggio, Bulgakov otterrà un posto come assistente regista al Teatro accademico dell’arte di Mosca.
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| Mikhaíl Bulgakov in una foto del 1940 |
Nessun suo libro è più pubblicato dal ’25, e ora anche i suoi lavori teatrali spariscono. All’inizio del ’30, brucia alcuni suoi manoscritti, fra cui le prime redazioni del «Maestro e Margherita». Negli anni a seguire, se lo stipendio del Teatro d’arte gli consente di sopravvivere, la maggior parte dei suoi progetti sarà bocciata.
E Stalin? Dopo aver salvato la vita a Bulgakov, sappiamo che farà un’altra celebre telefonata. A Boris Pasternak, il poeta che aveva protestato per l’arresto di Osip Mandel’stam. È il giugno 1934, il colloquio è meno cordiale. Quando Stalin gli chiede se Mandel’stam è suo amico, Pasternak risponde imbarazzato: «I poeti raramente sono amici, sono gelosi l'uno dell’altro, come belle donne. Noi due ci muoviamo su cammini del tutto diversi». La replica di Stalin è gelida: «Noi bolscevichi non rinneghiamo i nostri amici».
BULGAKOV
La prima volta che andai a Mosca, al Cremlino c'era Gorbaciov. I russi non lo amavano. Dicevano: "Piace solo a voi occidentali".
giovedì 2 maggio 2024
FELICITA'
Non è vero che la felicità è un momento, anche se lo diciamo tutti, con il sollievo mesto delle mezze vie, delle spiegazioni assolutorie. Non è vero che è un caso, che non richiede sforzo, che è una specie di grazia, un fatto di predestinazione.
Sarebbe ora di dare una rinfrescata all’immagine scolastica di Gabriele d’Annunzio.
MORIRE
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